Come si usa questo manuale
Questo documento non è un vezzo estetico: serve a far sì che un biglietto da visita, una vetrina, un post e una proposta commerciale sembrino usciti dalla stessa azienda.
Le regole qui dentro sono di due tipi. Quelle marcate come vincolo non si negoziano: riguardano il marchio, i colori e le proporzioni, e romperle significa indebolire il riconoscimento. Quelle marcate come indicazione sono il modo consigliato di fare le cose, e possono essere adattate quando il contesto lo richiede — a patto di sapere perché.
Se ti trovi davanti a un caso non previsto, la domanda giusta non è «cosa è permesso» ma «cosa farebbe un terminale»: essenziale, leggibile, senza decorazione inutile.
In sintesi
- Marchio
- Fymera
- Colore guida
- gradiente rosa → blu
- Accento
- verde terminale
- Caratteri
- JetBrains Mono
IBM Plex Mono - Registro
- diretto, tecnico, onesto
- Metafora
- la riga di comando
Il nome
Che cosa vuol dire Fymera, e che cosa ci obbliga a fare.
Fymera non è una parola inventata perché suonava bene. È una domanda, compressa in sei lettere.
Il nome nasce da «Fuck You Mean» — la frase con cui, in inglese parlato, si ferma qualcuno a metà discorso per chiedergli che cosa intende davvero — e dalla parola era. Messe insieme: l'era del «che cosa vuoi dire, esattamente?»
Il nostro è un mestiere che si vende a parole. Soluzioni scalabili. Presenza digitale. Ottimizzazione dei processi. Sono frasi che si possono pronunciare per mezz'ora senza dire niente, e chi le ascolta spesso non se la sente di interrompere e chiedere che cosa significhino — perché sembrerebbe di non capire, quando invece non c'è niente da capire.
Il nome dell'azienda serve a togliere quell'imbarazzo. Chiedere «che cosa vuol dire» non è un'ammissione di ignoranza: è la prima domanda seria che si fa su un progetto.
E vale in tutte e due le direzioni. Un nome così non si può portare senza reggerne il peso: ogni cosa che scriviamo deve poter rispondere alla stessa domanda. Se una nostra frase, messa davanti a «che cosa vuol dire?», non sa rispondere con una cosa concreta — un file, un numero, una schermata, una scadenza — allora è una frase da riscrivere. Non da difendere.
Il nome
- Origine
- «Fuck You Mean» + era
- Lettura
- l'era del
«che vuoi dire?» - Pronuncia
- fy·mè·ra
accento sulla seconda - Si scrive
- Fymera
mai FYMERA nel testo - Regola
- se non regge la domanda, si riscrive
Fuck You
Il diritto di interrompere. Nessuna domanda su un progetto è
fuori luogo, e la più importante è sempre la prima.
Mean
«Intendere». Non cosa hai detto: cosa volevi dire.
Fra le due, in questo mestiere, ci stanno quasi tutti i
progetti finiti male.
Era
Non una battuta, un'epoca. La chiarezza non è un tono di voce
che si mette e si toglie: è il momento in cui si è deciso di
lavorare così.
indicazione L'origine si racconta, non si stampa. Sta bene in un primo incontro, in una pagina «chi siamo», in una risposta a chi chiede da dove viene il nome: detta a voce fa sorridere e resta. Stampata su un biglietto da visita o su un preventivo diventa una parolaccia su un documento formale, e sposta l'attenzione dalla cosa che conta — che è la domanda, non la parola con cui è scritta.
vincolo Il nome non si traduce, non si abbrevia in «Fy», non si scrive tutto maiuscolo nel corpo del testo. Nei documenti ufficiali è Fymera Srl.
Il marchio
Una firma scritta a mano dentro una finestra di terminale. È tutta qui la tensione che tiene insieme l'identità di Fymera: il mestiere e la mano.
Concetto e origine
Fymera è insieme una software house e un'agenzia di comunicazione. Il marchio racconta esattamente questo: una firma calligrafica — il gesto, l'autore, la parte creativa — resa con il gradiente tipico delle interfacce digitali, e appoggiata su un linguaggio grafico preso in prestito dal terminale.
La frase che il sito mette in prima pagina è la stessa cosa detta a parole: «chi disegna le schermate è chi scrive il codice». Non c'è un reparto creativo e un reparto tecnico da conciliare: sono la stessa mano.
La sottolineatura sotto la parola non è un ornamento: è il gesto che chiude una firma, e nel sistema grafico diventa la barra gradiente che separa i blocchi di testo.
I due modi di presentarsi
Forma lunga «software house e agenzia di comunicazione a Latina» — sul sito e nei contesti commerciali, quando devi spiegare cosa fai.
Forma corta «Software House Creativa» — sul biglietto da visita e nei materiali brevi, quando lo spazio è poco.
Costruzione e proporzioni
Tutte le misure del sistema derivano da X, l'altezza della lettera F. Non usare mai valori assoluti: usa multipli di X, così il marchio resta coerente a qualsiasi scala.
| Grandezza | Valore |
|---|---|
| Proporzione del marchio | 2,023 : 1 |
| Altezza totale | 1,218 X |
| Larghezza totale | 2,463 X |
| Altezza F (X) | 712 / 867 |
| Discendente della y | 0,216 X sotto la linea di base |
| Sottolineatura | 0,270 X di altezza |
| Area di rispetto | X / 2 su tutti i lati |
vincolo Il marchio non si ridisegna e non si ricompone. Le proporzioni sono bloccate: si scala solo in modo proporzionale, partendo sempre dal file vettoriale originale.
Dimensioni minime
Sotto queste misure la sottolineatura si impasta con le lettere e il gradiente smette di leggersi. Sono limiti tecnici, non estetici.
| Stampa offset e digitale | ≥ 25 mm |
| Grande formato | ≥ 60 mm |
| Schermo | ≥ 140 px |
| Serigrafia / ricamo | ≥ 40 mm, versione piena |
| Favicon e avatar | monogramma |
Fondi ammessi
sì Bianco
sì Grigio chiarissimo
sì Nero terminale
sì Grafite + negativo
no Colore del brand
no Grigio medio
vincolo Mai il marchio a gradiente sopra un colore del brand: i due gradienti entrano in conflitto e il contrasto crolla. Mai sopra una fotografia senza un fondo pieno o una velatura sotto.
Usi non consentiti
- Non deformare né comprimere
- Non ruotare né inclinare
- Non ricolorare fuori palette
- Non aggiungere ombre o rilievi
- Non contornare il marchio
- Non usare grigi fuori palette
Ogni intervento su marchio, colore o proporzioni è un uso non consentito. Se serve una variante che qui non c'è, va creata e aggiunta al manuale, non improvvisata.
Colore
Un solo gradiente, un solo verde, un solo nero. Meno colori ci sono, più il marchio si riconosce.
Il gradiente
È il colore primario del marchio. Non è una decorazione applicata sopra: è la sequenza esatta con cui è colorata la firma, e va riprodotta con questi otto valori.
Magenta
R 240 G 51 B 161
C 9 M 89 Y 0 K 0
Fucsia
R 212 G 63 B 185
C 33 M 81 Y 0 K 0
Orchidea
R 182 G 74 B 209
C 49 M 73 Y 0 K 0
Violetto
R 153 G 86 B 233
C 59 M 66 Y 0 K 0
Iris
R 125 G 92 B 245
C 66 M 64 Y 0 K 0
Indaco
R 101 G 94 B 241
C 72 M 64 Y 0 K 0
Blu elettrico
R 74 G 96 B 239
C 77 M 63 Y 0 K 0
Blu
R 50 G 97 B 236
C 81 M 63 Y 0 K 0
Valori CMYK convertiti in Fogra 39 (ISO Coated v2), intento colorimetrico relativo. In stampa i due estremi sono fuori gamut: una perdita di saturazione è fisiologica e non va compensata alzando gli inchiostri.
Colori funzionali
Il gradiente identifica, questi colori fanno funzionare le cose. Il verde è l'unico accento ammesso oltre al gradiente e ha un solo compito: segnalare il sistema.
Verde terminale
R 33 G 196 B 93
Prompt, stati positivi, accenti di sistema
Rosa segnale
R 255 G 31 B 156
Il pallino, notifiche, dettagli vivi
Grafite
R 20 G 24 B 30
Testo su fondo chiaro, superfici scure
Nero terminale
R 5 G 7 B 9
Fondo dei layout scuri
Grigio interfaccia
R 200 G 204 B 211
Testo secondario su fondo scuro
Bianco
R 255 G 255 B 255
Testo su fondo scuro, negativo del logo
vincolo Il verde non si usa per titoli, per testi lunghi o come colore di sfondo. Se il verde diventa protagonista, il marchio smette di essere rosa-blu e l'identità si sfalda.
Regole del gradiente
Direzione Il gradiente parte sempre dal rosa e arriva al blu, da sinistra a destra o dall'alto in basso a destra. È l'ordine di lettura: invertirlo fa sembrare il materiale di un'altra azienda.
Transizione Sempre continua. Le fasce nette erano un errore della prima versione dei materiali: in stampa si vedono gli scalini e il gradiente perde la sua qualità.
Dove si usa Nel marchio, nella barra divisoria, nella cornice dei layout e nei pallini. Non nei fondi di pagina, non dietro il testo, non come riempimento di icone.
Su fondo scuro Il gradiente non si schiarisce e non si desatura. Sul nero del brand ha già il contrasto che serve.
Contrasto e leggibilità
Rosa e verde sono colori da segnale, non da testo. Su fondo chiaro non raggiungono il rapporto di 4,5:1 richiesto per il testo corrente: vanno benissimo per un pallino, una sottolineatura, un'icona, mai per una frase da leggere.
| Combinazione | Rapporto | Uso |
|---|---|---|
| Bianco su nero terminale | 18,4:1 | testo ok |
| Grigio interfaccia su nero | 13,6:1 | testo ok |
| Verde terminale su nero | 8,7:1 | testo ok |
| Grafite su bianco | 17,5:1 | testo ok |
| Blu del brand su bianco | 4,9:1 | testo ok |
| Rosa segnale su bianco | 3,4:1 | solo grafica |
| Verde terminale su bianco | 2,2:1 | solo grafica |
Tipografia
Due monospaziati. Uno per parlare, uno per far parlare la macchina.
JetBrains Mono
È il carattere del marchio parlante e di tutti i testi: titoli, corpo, numeri, tabelle. Monospaziato, disegnato per il codice, con una x-height alta che lo rende leggibile anche in corpo piccolo e da lontano — il motivo per cui funziona su una vetrina larga due metri.
ABCDEFGHIJKLM
NOPQRSTUVWXYZ
abcdefghijklmnopqrstuvwxyz
0123456789 @ # $ % & * / \ { } [ ] < > = + —
| Titoli | Bold 700 |
| Sottotitoli | Medium 500 |
| Testo corrente | Regular 400 |
| Note e didascalie | Regular 400 |
| Numeri e dati | Medium 500 |
Non usare il corsivo per enfatizzare: nel monospaziato indebolisce la riga. Usa il grassetto, o il verde se è un elemento di sistema.
IBM Plex Mono
È la voce del sistema. Si usa solo per gli elementi che imitano
il terminale: il prompt ~/, i comandi, le etichette tecniche, i percorsi
di file. Non serve per i contenuti: serve a far capire che quella riga è la macchina
che parla, non l'azienda.
brand marketing security foto-video-3d
Scala e gerarchie
| Livello | Corpo | Peso | Interlinea |
|---|---|---|---|
| Titolo copertina | 46 pt | 700 | 1,02 |
- Mai più di tre livelli nella stessa pagina. Se ne servono quattro, il contenuto va diviso.
- Le maiuscole solo nelle etichette, con spaziatura aumentata.
- Una sola famiglia per blocco: JetBrains per il contenuto, Plex per il sistema.
Elementi grafici
Il prompt, il pallino, la cornice, la barra. Poche parti, sempre le stesse.
Il prompt e il pallino
Ogni superficie Fymera si apre come una finestra di terminale: in alto a
sinistra il prompt ~/ in verde, in alto a destra un pallino rosa.
Due segni, e il materiale è riconoscibile prima ancora che si legga il marchio.
Prompt ~/ | IBM Plex Mono Medium, verde |
| Comando | stesso carattere, bianco o grigio |
| Pallino | rosa segnale, ⌀ 0,011 × lato corto |
| Posizione | agli angoli superiori |
| Corpo del prompt | 0,075 × lato corto |
vincolo Il pallino è sempre uno solo e sempre rosa. Non diventa una fila di tre pallini colorati: quello è il semaforo di un'altra interfaccia, non la nostra.
Cornice, barra, pallini
La cornice Rettangolo con angoli arrotondati, tratto sottile a gradiente. Delimita la superficie senza riempirla, così il fondo resta libero — sul vetro resta il vetro.
| Raggio | 0,045 × lato corto |
| Tratto | 0,005 × lato corto |
| Margine | 0,055 × lato corto |
La barra È la sottolineatura del marchio che diventa elemento di sistema: separa il nome dalla riga dei contatti, il titolo dal contenuto. Sempre orizzontale, sempre rosa → blu, sempre a sfumatura continua.
| Altezza | 0,011 × lato corto |
| Larghezza | 0,40 × base |
I pallini Otto punti nei colori del gradiente, disposti su due file. Si mettono in basso a destra come firma discreta della superficie. Non sono un pattern da ripetere e non riempiono fondi.
| Diametro | 0,0074 × lato corto |
| Passo | 2,6 × diametro |
indicazione Non servono tutti insieme. Su una superficie piccola bastano il prompt e il marchio; cornice, barra e pallini entrano quando c'è spazio e serve dare struttura.
Il linguaggio dei comandi
Al posto dei titoli, Fymera usa comandi. Deve essere plausibile — un comando che non esisterebbe mai fa l'effetto contrario — e corto, perché sta su una riga anche su telefono.
$ <comando> ./<oggetto> [--<opzione>]
$ whoamichi siamo$ ls ./servizii servizi$ cat competenze.txtle competenze$ ./garanzie --listle garanzie$ ./metodo --runil metodo$ ./domande --frequentile FAQ$ cat stack.jsonle tecnologie$ cat contatti.txti contatti$ diff pacchetto.cfg sumisura.cfgil confronto$ prenota --call 30minla call$ fymera init --progettoiniziare$ ls ./aziendal'azienda
Applicazioni
Dove l'identità smette di essere un'idea e diventa un oggetto.
Biglietto da visita
Formato 85 × 55 mm con angoli arrotondati, stampa su fondo nero. Il fronte porta solo il marchio, il prompt e il pallino: è la superficie che deve funzionare da sola, senza spiegazioni.
Il retro porta il nome legale, la qualifica breve, la barra e i quattro dati di contatto. Nient'altro: niente slogan, niente QR se non serve davvero.
| Formato | 85 × 55 mm, angoli arrotondati |
| Marchio | altezza 9 mm, centrato |
| Qualifica | JetBrains Mono Medium, 6,5 pt, +8% lettera |
| Contatti | JetBrains Mono Regular, 7 pt |
| Carta | ≥ 350 g, plastificazione soft touch |
indicazione Su fondo nero il nero va stampato ricco (C40 M30 Y30 K100), altrimenti in piega si vede il grigio della carta.
Fymera Srl
Software House Creativa
fymera.it
contatti@fymera.it
+39 353 484 6396
C.so G. Matteotti 149 — 04100 Latina
Tono di voce
Come parla Fymera quando nessuno guarda il logo.
Fymera parla come un tecnico onesto: dice cosa sa fare, cosa costa e cosa non farà. Il tono non è freddo — è preciso, che è una forma di rispetto verso chi legge.
Diciamo i numeri quando li abbiamo
«Un preventivo dato senza aver visto il processo è una scommessa, non una stima.»
Diciamo di no presto
«Se non sappiamo costruirlo, lo diciamo alla prima call invece che dopo tre riunioni.»
Spieghiamo il mestiere, non lo nascondiamo
«Chi disegna le schermate è chi scrive il codice.»
Parliamo di lavoro, non di innovazione
«Progettiamo prodotti digitali partendo dal modo in cui lavori davvero.»
Le tre parole che ricorrono
Su misura è il posizionamento, non un aggettivo. Si usa quando c'è un'alternativa a pacchetto da cui distinguersi.
Davvero segnala che si sta parlando della realtà, non della teoria.
Prototipo è il punto in cui le promesse diventano verificabili.
Da evitare
«Soluzioni innovative», «chiavi in mano», «partner strategico», «eccellenza», «da sempre al vostro fianco».
Sono formule che qualunque azienda potrebbe firmare: se la frase funziona anche col nome di un concorrente, va riscritta.
Come scriviamo
no Offriamo soluzioni software innovative e su misura per ogni esigenza.
sì Progettiamo prodotti digitali partendo dal modo in cui lavori davvero.
no Contattaci per un preventivo gratuito e senza impegno!
sì Call di 30 minuti. Da lì una proposta scritta con perimetro, tempi e costo.
no Il nostro team di esperti vi seguirà in ogni fase del progetto.
sì Le stesse persone della prima call. Non passiamo il progetto ad altri.
no Tempi di realizzazione rapidi e garantiti.
sì Un primo modulo utilizzabile in 6-10 settimane. Poi si aggiunge per rilasci.
no Prezzi competitivi e trasparenti.
sì Dipende da quante schermate, integrazioni e utenti. Il numero lo diamo dopo il prototipo.
Frasi corte Una frase, un'informazione. Se c'è una subordinata, quasi sempre si può spezzare.
Verbi concreti Costruiamo, scriviamo, rilasciamo, misuriamo. Non «forniamo» e non «eroghiamo».
Niente punti esclamativi L'entusiasmo si dimostra col lavoro. Nel testo suona come una promozione.
Stampa e produzione
Le regole che fanno la differenza fra un file e un oggetto stampato bene.
Colore
| Spazio colore | CMYK |
| Profilo | Fogra 39 — ISO Coated v2 |
| Nero dei testi | K 100 puro |
| Nero dei fondi | C40 M30 Y30 K100 |
| Inchiostro massimo | 300% |
| Gradiente | sfumatura continua, mai a fasce |
File
| Formato | PDF, senza password |
| Testi | convertiti in tracciati |
| Immagini | nessuna, tutto vettoriale |
| Abbondanza | secondo il template del fornitore |
| Segni di taglio | nessuno |
Superfici trasparenti
Su vetro e pellicola trasparente il bianco è un inchiostro: dove non c'è inchiostro si vede attraverso. Un testo bianco senza bianco selettivo semplicemente non esiste.
| Nome livello | white |
| Campione | tinta piatta «white» |
| Valori | C100 M0 Y0 K0 |
| Tracciati | in sovrastampa |
| Posizione | sopra il livello Artwork |
In anteprima un file con bianco selettivo si vede blu: la tinta piatta viene mostrata col suo colore alternativo. È corretto, non è un errore.
Materiali che usiamo
Vetro: vinile trasparente speculare, applicazione interna.
Carta: ≥ 350 g con soft touch per i biglietti.
Grande formato: attenzione alla pannellizzazione oltre la larghezza della bobina.
Dati aziendali
| Ragione sociale | Fymera Srl |
| Qualifica breve | Software House Creativa |
| Descrizione estesa | Software house e agenzia di comunicazione a Latina |
| Sede | C.so Giacomo Matteotti 149 — 04100 Latina (LT) |
| P. IVA / C.F. | 03333300592 |
| Codice SDI | M5UXCR1 |
| Telefono | +39 353 484 6396 |
| contatti@fymera.it |
Profili ufficiali
| instagram.com/fymeraagency | |
| linkedin.com/in/fymera | |
| TikTok | tiktok.com/@fymeraagency |
| GitHub | github.com/Fymera |
