Il backup che nessuno ha mai provato a ripristinare non è un backup

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Tutti hanno un backup. Quasi nessuno ha mai provato a usarlo.

La differenza fra le due cose è che la prima è una cartella che si riempie, la seconda è una procedura che si sa eseguire. E si scopre quale delle due si aveva esattamente nel momento in cui non si può più scoprire.

I cinque modi in cui un backup non funziona

1. C’è, ma è incompleto

Si salva il database e non i file caricati. Oppure i file e non il database. Ripristinando si ottiene un sito con tutti i testi e nessuna immagine, o tutte le immagini e nessun contenuto.

2. C’è, ma è sullo stesso server

Se il problema è il disco, il ransomware o l’account compromesso, il backup se ne va insieme al resto. Una copia che condivide il destino dell’originale non è una copia.

3. C’è, ma è vecchio

Il lavoro automatico si è fermato tre mesi fa per un errore, e nessuno guarda i registri. È il caso più comune di tutti, e il più facile da evitare: basta un avviso quando il backup non viene fatto, invece di uno quando viene fatto.

4. C’è, ma nessuno sa ripristinarlo

La persona che aveva impostato tutto non c’è più, la password del pannello non si trova, il formato è quello di un plugin che nel frattempo è stato disinstallato.

5. C’è, ma ci vogliono tre giorni

Tecnicamente funziona. Solo che il vostro gestionale resta fermo tre giorni, e nessuno aveva mai fatto il conto di quanto costano.

La prova che vale mezz’ora all’anno

Una volta all’anno, ripristinate il backup su un ambiente separato e provate ad accedere. Non serve di più. Se funziona, avete un backup. Se non funziona, l’avete scoperto in un giorno qualunque invece che nel giorno peggiore.

Segnatevi due numeri mentre lo fate:

  • Quanto tempo ci è voluto. È il tempo per cui sareste fermi.
  • Quanto lavoro si sarebbe perso. Se il backup è di stanotte e il guasto è alle 17, si perde una giornata di dati. Va bene? Se sì, ottimo. Se no, il backup va fatto più spesso.

Il minimo sensato

Copia giornaliera automatica, conservata almeno trenta giorni, su un servizio diverso da quello che ospita il sito, con un avviso via email quando salta, e una prova di ripristino all’anno segnata sul calendario.

Non è un impianto complicato. È solo una cosa che va decisa una volta invece che rimandata sempre.